| | | | | | Tempo percorrenza 1 h Difficoltà : Facile Lunghezza 5 Km Dislivello :da 100 a 300 m | | Descrizione Itinerario L'itinerario proposto ha come base di partenza l'altopiano delle Manie, raggiungibile dai centri costieri di Finale, Varigotti, Noli e Spotorno, Le Manie sono attraversate da un capo all'altro dalla strada provinciale per uno sviluppo di 5 km, lungo la direttrice che sale da Finale per ridiscendere verso l'abitato di Voze. Il nostro consiglio è di lasciare l'auto appena possibile dopo l'uscita dell'autostrada di Spotorno. Analogamente si può raggiungere l'altopiano da Finale in bicicletta superando un dislivello di 300 metri in poco più di 4 km. Circa 100 metri prima dell'incrocio con la strada proveniente da Finale Ligure prendere la stradina che sale a sinistra marcata con il segnavia DIVIETO ROSSO. La strada diventa presto sterrata; superata una chiesetta abbandonare lo sterrato principale al primo bivio e seguire il sentiero che scende nel bosco, contrassegnato dal segnavia PALLINO ROSSO. E' la Via Julia Augusta, tracciata dai Romani nel 13 AC. Proseguire sino ad un successivo bivio e tenete la destra seguendo sempre il pallino rosso. Da qui in poi si possono ammirare numerosi Ponti Romani. Lungo la strada asfaltata che proviene da Voze, si incontra un cimitero. Di fronte troveremo la Trattoria del Gambero Verde ( provare le frittelle salate e dolci accompagnate dal Nostralino ). Accanto al cimitero ci è una piccola deviazione a destra che porta dopo alcuni chilometri alla Grotta dell'Arma, un interessante insediamento preistorico ancora parzialmente utilizzato. Sopra la grotta c'è un'ottima trattoria ( La Grotta ). Ritornati indietro, per la stessa strada, si piega verso destra, in direzione di Finale, per imboccare poi sulla sinistra una bella sterrata che in circa due chilometri porta al Faro di capo Noli, punto panoramico privilegiato sulla Riviera ligure di ponente. L'altopiano può anche costituire una comoda base di partenza per raggiungere alcune località dell’ interno indicate come meta di altri itinerari: la Colla di S.Giacomo, Cà de Gatti, il Colle del Termine, Mallare | | | | Tempo percorrenza 2 h Difficoltà : Media Lunghezza 20 Km Dislivello : 400 mt | Descrizione Itinerario Si raggiunge Altare, in provincia di Savona, uscendo al primo casello dell’autostrada A6 Savona - Torino. Altare, oltre ad essere geograficamente importante, in quanto nel territorio comunale è ubicata la Bocchetta di Altare, cerniera convenzionale di separazione fra le Alpi e gli Appennini, è altresì culla della più antica arte del vetro, in Italia, unitamente a Murano. Per gli appassionati sarà una buona occasione per visitare lo storico Museo del Vetro. Il percorso illustrato in questo servizio, si snoda a cavallo dello spartiacque fra la costa Savonese ed il suo retroterra ormai padano, in una delle zone boschive più ricche e incontaminate d’Italia dove le faggete e i castagneti sostituiscono i pini marittimi caratteristici dei primi contrafforti a ridosso del mare. Da Altare si seguono le indicazioni per Carcare, proseguendo poi oltre il campo sportivo. Superato un cavalcavia ed arrivati accanto ad una casa con cancellata, si inizia a pedalare lungo una sterrata ben battuta che sale, entrando nel bosco. Senza particolari difficoltà si esce alla Colla di S.Giacomo 796 m, a circa sei chilometri dalla partenza. Chi desidera proseguire in salita verso un piccolo rifugio, troverà, 300 metri prima dell'arrivo in vetta, una piccola deviazione a destra ( bollino blu ) che porta dopo una discesa abbastanza impegnativa alla famosa zona dei Faggi di Benevento. Dalla Colla si piega verso sinistra per scendere poco dopo fino ad un incrocio, ove si incontra la sterrata che sale da Cà da Gatti e Vezzi Portio. Al bivio si tiene la sinistra, continuando in piano per alcuni bellissimi chilometri attraverso la zona delle Tagliate, un toponimo che indica un'area dove periodicamente si effettua il taglio degli alberi. Raggiunta la Colla dei Termine 663 m, si può proseguire sino a raggiungere una caratteristica trattoria ( Trattoria Cà de Gatti ) oppure si prosegue dritti in discesa, lasciando sulla destra la deviazione che va verso il colle Baraccone e Roviasca. Questa variante permette comunque di raggiungere anche Altare, agganciando l’itinerario che sale da Quiliano. Appena dopo aver superato la Colla si incontra una fontana, quindi, sempre attraverso il bosco, si supera un facile guado, oltre il quale la carrareccia continua in leggero falsopiano per alcuni chilometri fino ad uscire sulla provinciale Altare -Mallare. All'incrocio si può girare a sinistra e rientrare in breve a Mallare oppure deviare verso destra per raggiungere in due facili chilometri Altare 398 m. | | | | Tempo percorrenza 1 h Difficoltà : Facile Lunghezza 5 Km Dislivello : 0 mt | | Descrizione Itinerario Il percorso proposto, molto semplice, si snoda tra Varazze e Cogoleto ed utilizza la vecchia sede ferroviaria. La costa che si estende lungo l'estrema porzione orientale della provincia di Savona conserva eccezionali caratteristiche panoramiche e naturali. Questa Area Protetta di Interesse Provinciale ha il suo fulcro nellla zona denominata Piani d'Invrea. Un angolo di natura facilmente apprezzabile attraverso il percorso che, da Varazze verso Cogoleto, ricalca per oltre quattro chilometri il tracciato della vecchia linea ferroviaria in una straordinaria successione di scogliere, baie e panorami sulla costa. Il tutto comodamente percorribile a piedi o in bicicletta. L'area presenta numerosi valori naturalistici: gli affioramenti geologici di metagabbri (di colore bianco/verdognolo) e serpentiniti (di colore quasi nero) creano scogli "bianchi" e scogli "neri" che si immergono nelle limpide acque, ricche di tane di saraghi, branzini, mormore e popolate da estese praterie di Posidonia e Cymodocea. Dal percorso non è raro osservare nel periodo estivo-autunnale, al largo, il nuoto dei delfini o lo "sbuffo" di qualche balena. In primavera, autunno e inverno la zona si presta ottimamente al bird-watching di molte specie di uccelli acquatici in sosta migratoria. Alla foce del Rio Portigliolo sono visibili i resti di un piccolo borgo medioevale che fungeva da scalo per coloro che risalivano il torrente per raggiungere il Castello d’Invrea che domina la scogliera e che all’epoca era un piccolo monastero. Tra una baia e l'altra si entra nelle vecchie gallerie del treno ( la larghezza è quella di un binario ), spesso molto caratteristiche, scavate nella roccia o composte da mattoni. Le gallerie non sono illuminate e spesso sono piene d'acqua, un divertimento per noi ciclisti, comunque è bene premunirsi con il solito faretto. Alla fine del percorso, lato Varazze, un piccolo bar a picco sulla scogliera ci permetterà di ristorarci ed intraprendere la via del ritorno. | | | | Tempo percorrenza 3-4 h Difficoltà : Medio - Difficile Lunghezza 20 Km Dislivello :1287 mt | | Descrizione Itinerario Il percorso non è dei più facili e richiede un buon allenamento. Si può iniziare da Varazze o da Cogoleto. Noi abbiamo scelto di partire da Cogoleto in quanto passando da Sciarborasca, abbiamo la possibilità di vedere l'antichissimo Eremo del Deserto. Possiamo lasciare la macchina lungo il rettilineo che porta a Cogoleto o se vogliamo evitare l'impatto ' da 0 a 1300 mt ' ci si può portare con la macchina direttamente a Sciarborasca posteggiando vicino alla Chiesa ( a forma di barca rovesciata ). A Sciarborasca ci si dirige verso l'Albergo 'La Pineta', prima di entrare nella proprietà a destra vi è la strada che porta all'Eremo del Deserto prima e ad Alpicella dopo. Si passa in paesaggio incantevole composto da boschi di lecci, castani e di abeti, quasi tutto in discesa ed attraversando il torrente Rumaro alcune volte. Qui iniziamo ad assaggiare la salita, diversi tornanti sino ad arrivare all'Eremo del Deserto. Un chilometro di salita e si arriva ad un quadrivio: qui si prende la seconda strada sulla destra per giungere subito dopo a Faje 456 m (fontana presso la chiesa). Inizia ora la vera ascensione al monte Beigua: ancora un chilometro su asfalto quindi su sterrata ampia e ben battuta ci si comincia ad alzare con una sede di ampi tornanti. Volgendo lo sguardo verso la costa, si coglie la bianca struttura del Santuario dell'Eremo del Deserto antico convento carmelitano nei pressi del quale è stato attrezzato un interessante percorso botanico. La carrareccia traversa ora il pendio in direzione dei monte Sciguelo, mentre il fondo a tratti si fa sconnesso. Usciti sul pianoro di Prariondo 1096 m, dove si trova un albergo-rifugio, occorre affrontare i due chilometri finali, su asfalto, che raggiungono il monte Beigua 1287 m, sulla cui cima sorge il Santuario della Regina Pacis e, poco più in basso un albergo. Magnifico il panorama in ogni direzione, con la possibilità in condizioni di luce favorevoli, di scorgere il profilo della Corsica. Dalla vetta è anche possibile effettuare un ampio giro percorrendo una agevole sterrata che ci offrirà uno straordinario paesaggio. Da questa sterrata è possibile l'accesso a numerosi percorsi di trekking. Al ritorno, invece di tornare alle Faje, si potrà deviare per Alpicella, un piccolo paese ai piedi del M.te Beigua dove è presente in interessante Museo Archeologico. | | |
|
 Contatti :  Sentierinliberta.it © |