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Ogni oggetto che funzioni tramite energia elettrica, genera intorno a sé un campo elettromagnetico. Gli oggetti in cui passa corrente producono onde elettromagnetiche. Queste si propagano dall'oggetto in tutte le direzioni...
Quindi un oggetto attraversato da corrente, produce un campo magnetico e "comunica" questo evento emettendo, in tutte le direzioni, onde elettromagnetiche.
Onde che ci attraversano giungendo dal frigorifero, dalla TV, dall'autoradio, dal computer, dal forno a microonde, dal telefonino o da qualsiasi altro oggetto che funzioni con energia elettrica. Ma si può anche pensare in grande: ai tralicci e ai cavi della corrente, ai ripetitori radio televisivi e alle stazioni radio-base dei telefoni cellulari, e via di seguito. 
Cosa succede quando allacciamo un qualsiasi elettrodomestico a una presa di corrente?
Sostanzialmente lasciamo che in esso passi corrente elettrica, che l'elettrodomestico usa poi per funzionare. La corrente è un insieme di cariche che si muovono e che, ad esempio, corrono lungo i fili dell'alta tensione e raggiungono le nostre abitazioni.
Quando una
carica si muove produce anche un altro effetto: genera un campo magnetico.
A questo punto si può pensare che i fenomeni elettrici e magnetici siano due aspetti di uno stesso fenomeno: il fenomeno dell'
elettromagnetismo.

Così come un campo elettrico variabile (ossia in cui varia l'intensità) genera per induzione elettromagnetica un campo magnetico, anche un campo magnetico variabile genera un campo elettrico. La variazione del campo elettrico equivale a una corrente elettrica, chiamata corrente di spostamento.
Tra i due campi esiste una simmetria profonda. La variazione del flusso dell'uno genera le linee di forza dell'altro. In entrambi i casi queste linee di forza sono chiuse e perpendicolari a quelle dell'altro campo. I due campi costituiscono un unica entità: il campo elettromagnetico.
Un'onda elettromagnetica che si propaga nello spazio nasce da una generazione a ripetizione di campi elettrici e magnetici concatenati tra loro. Generatasi, ha un'esistenza che non dipende più dalle cause che l'hanno prodotta, ma é autonoma.
Le onde elettromagnetiche si propagano anche nel vuoto e sono onde trasversali, in cui il campo elettrico e il campo magnetico, oltre a essere
sempre perpendicolari tra loro, sono anche perpendicolari alla direzione di propagazione.
Per un onda elettromagnetica si può definire il periodo T, la frequenza f (intervallo temporale tra un onda e l'altra, espresso in Hertz) e la lunghezza d'onda l (intervallo spaziale tra un onda e l'altra, espresso in metri).
f = c/l
Le onde elettromagnetiche possono essere riflesse, rifratte e difratte.

Le onde elettromagnetiche vengono utilizzate come strumento estremamente rapido e versatile per trasportare informazioni a distanza (segnali radio); tali informazioni possono essere trasmesse ad esempio da radio e televisore. Le più adatte per le radiocomunicazioni sono le onde ad alta frequenza, perché sono capaci di trasportare un maggior numero di informazioni e quindi anche di segnali radio.
Le onde radio possono essere trasmesse a distanza di diverse migliaia di chilometri grazie alla riflessione che esse subiscono da parte degli strati ionizzati dell'atmosfera.
Per trasmettere informazioni mediante le onde elettromagnetiche è necessario modularle, cioè variare alcune loro caratteristiche.
Nella modulazione di ampiezza, l'ampiezza dell'onda sinusoidale viene fatta variare in accordo con il segnale che si vuole trasmettere.
Nella modulazione di frequenza l'ampiezza dell'onda sinusoidale rimane costante, mentre la frequenza varia al ritmo del segnale.
L'insieme delle onde elettromagnetiche costituisce lo spettro elettromagnetico, che si estende su un intervallo di frequenze di 1020
hertz.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 22-08-06