Restauro Mobile RadioIniziamo ora a smontare lo chassis contenente il
circuito elettrico. Per prima cosa verranno smontate le manopole.
Queste normalmente sono fissate a pressione con un piccolo lamierino
interno, piegato, che funge da molla oppure con una piccola vita a taglio od
a grano nelle versione più recenti. L'altoparlante in alcune versione è
montato in un cestello sullo chassis, ma nella maggior parte di casi è
ancorato al mobile mediante viti a legno. In questo caso occorre estrema
cautela per non danneggiare il cono dell'altoparlante e per non staccare
alcun filo che lo collega al telaio. Consiglio di togliere prima le viti che
ancorano il telaio al mobile ( solitamente sono quattro e sono ubicate sul
fondo del mobile, poi di allentare le viti dell'altoparlante e far uscire il
telaio dal mobile contemporaneamente all'altoparlante. Eseguita questa
operazione, l'altra precauzione da prendere è legata allo smontaggio della
scala parlante. I rischi legati a questa operazione sono di rompere la scala
stessa ( è in vetro ) o di cancellarne le scritte ( vedi capitolo dedicata
al restauro delle scale parlanti ). Fare attenzione che spesso alla scala
parlante sono ancorate le lampadine che la illuminano, con incastro con
piccole viti . Utilizziamo dei piccoli sacchetti di plastica per riporre
temporaneamente ciò che abbiamo smontato.
Il mobile è ora nelle nostre mani, togliamo al tela
protettrice dell'altoparlante e cominciamo a pulirlo aspirando la polvere
che nel tempo si è depositata. Alla fine di questa operazione si può passare
uno straccio ( solo all'interno ) leggermente inumidito con acqua e amuchina.
Valutiamo ora lo stato e la tipologia di legno prima di decidere quale tipo
di restauro adottare. Se abbiamo di fronte del legno massiccio coperto da
più strati di vernice possiamo pensare di utilizzare uno sverniciatore
chimico. Adottiamo le dovute cautele, indossiamo degli occhiali a protezione
degli occhi e dei guanti appropriati. Seguite le istruzioni riportate sul
contenitore dello sverniciatore. A fine operazione procedete ad una pulizia
finale avendo cura di togliere i residui di vernice con carta abrasiva ed
aiutandovi con un attrezzo.
L'operazione precedente era dedicata ai soli mobili
costruiti con legno massiccio, da questo momento in avanti le operazioni
sono comuni anche per i mobili impiallacciati.
Ora che abbiamo il mobile sverniciato davanti noteremo
ciò che prima non era o era poco visibile, buchi, imperfezioni e tarli. A
proposito di questi simpatici coleotteri che depongono le uova nel legno, la
lotta è abbastanza difficile ma non impossibile. Consiglio di utilizzare
degli appropriati antitarlo, poi di chiudere il mobile-radio in un sacchetto
del tipo spazzatura-condominiale e di lasciarlo chiuso per almeno due
giorni.
Quando questa operazione sarà conclusa potremo pensare a
tappare i buchi lasciati dai tarli ed altre eventuali imperfezioni. Usiamo
per questo le cere a forma di bastoncino disponibili in diversi colori. Le
potremo rammollire ponendole vicino ad una fonte di calore e lavorandole con
le dita. Formiamo delle piccole palline che introdurremo nei buchi avendo
cura, dopo alcuni minuti, di lisciarle con una piccola lametta. Ora arriva
il momento più atteso, quello che ci porta a curare la superficie esterna
del mobile in vista della finitura.
Utilizziamo della carta abrasiva o vetro fine di diverse
gradazioni ( dalla misura 300 sino alla 800 ) e cominciamo ad abrasivare il
mobile.
Ricordate che è importante eseguire la scartatura
procedendo SEMPRE nel senso delle venature del legno. Non fatevi venire
l'infausta idea di utilizzare strumenti meccanici come platorelli o
levigatrici, usate le mani. Non esagerate mai
troppo con la carta vetro, nel caso di mobili impiallacciati il rischio è di
trovarsi poi con il legno a vista.
A proposito di impiallacciatura, è frequente, a
causa dell'umidità, trovarsi di fronte a bolle per cui l'impiallacciatura è
gonfia. Con un cutter molto affilato si incide, nel senso del legno, la
bolla e dopo essersi accertati che non vi siano residui di colla
sottostanti, si introduce della colla animale acquistabile in
drogheria o presso un negozio di Belle Arti. Dopo si appoggia un
foglietto di carta da lucido sulla bolla così trattata ( serve a non far
attaccare le altre parti che sovrapporremo ) e si trattiene il tutto con un
morsetto anteponendo al foglietto di carta un piccolo pezzo di legno. Le
ultime scartature le faremo con carta vetrata misura 800. Non preoccupatevi
se il legno diventerà totalmente bianco a causa della rimozione delle
vecchie vernici o dello sporco, nelle successive operazioni riprenderà il
suo colore originale !
Puliamo con attenzione e
aspiriamo eventualmente i residui di lavorazione. Arriviamo ora alla
colorazione.
Potremo decidere di utilizzarla
oppure no. Nei mobili impiallacciati si deve usare con moderazioni e con
attenzione in quanto nonostante le precauzioni l'impiallacciatura stessa si
potrebbe rialzare. Per piccoli pezzi come le radio, è conveniente usare
coloranti a spirito in quanto si asciugano velocemente e non lasciano tracce
di umidità. Ricordarsi di fare delle prove su punti poco visibili del
mobile. Altra precauzione è relativa all'intensità del colore : meglio
procedere con una tonalità chiara, se non basta si può aumentare la
concentrazione del colorante, viceversa non si potrà fare nulla ed il mobile
rimarrà più scuro ! Dopo la colorazione è opportuno passare leggermente una
carta vetrata fine per eliminare il pelo del legno eventualmente
formatosi.
Siamo alla fase finale, quella
che ci restituirà un mobile degno di essere collocato di nuovo alla vista.
La verniciatura rappresenta una
protezione e la finitura estetica del mobile.
Sconsiglio vivamente ogni tipo
di vernice moderna per buona che possa essere. L'unico trattamento che
ci garantirà un buon risultato è la verniciatura a gommalacca insieme ad una
corretta ceratura.
La gommalacca è una resina
naturale, in commercio si trova in scaglie e necessita essere sciolta in
alcool. La misura empirica delle diluizione va trovata riempiendo un
secchiello piccolo di gommalacca e comprendo il tutto con alcool, si potrà
poi eventualmente aggiungere dell'alcool per aumentare la diluizione. NON deve essere utilizzato quello denaturato ma solo alcool
purissimo a 95° adatto allo scopo. La gommalaca è abbastanza costosa, anche
se per le quantità da noi utilizzate il prezzo risulterà modesto. Una
curiosità : verso la fine degli anni Ottanta il suo impiego nell'industria
delle armi per il processo di fabbricazione dei proiettili ne ha fatto per
un breve periodo aumentare fortemente il prezzo. Avremo necessità di passare almeno tre
mani di gommalacca, la prima e la seconda servono allo scopo di turare i
pori del legno. Non usate pensando di far più veloci o di economizzare, i
normali turapori alla nitro. Ad ogni passata di gommalacca dovrà seguire una
passata con carta abrasiva 800, lasciandole il tempo di asciugare e pulendo
sempre accuratamente i residui dell'abrasivazione. Prima dell'ultima
mano, dopo il passaggio con carta 800, dovremo eseguire una ulteriore
passata con paglietta di acciaio del tipo utilizzato per la pulizia della
cucina.
Relativamente al modo di
passare la gommalacca esistono formidabili scuole di pensiero. Lo stoppino è
lo strumento principe ( una pezzuola di lino contenete al proprio interno
del cotone ) che viene ripetutamente strofinato sul mobile da trattare.
Ritengo pienamente funzionale, nel nostro caso, anche un buon pennello, avendo cura di passare
velocemente nei tratti interessati in quanto la gommalacca asciuga presto.
Si comincerà con una passata, sempre nella direzione della venatura. Indi si
farà asciugare per una notte. Il giorno dopo cominceremo ad abrasivarla con
carta vetro misura 500 e poi 800. Con uno straccetto leggermente inumidito
si asporteranno le polveri formatesi e solo dopo essere certi dell'avvenuta
asciugatura si procederà prima con una passata ripetendo le fasi dell'abrasivazione
e poi con l'ultima e definitiva passata di gommalacca abrasivando quest'ultima
solo con carta 800 o più fine.
Siamo arrivati alla fase finale
ovvero la ceratura.
E' la fase più gratificante in
quanto alla fine di questa fase potremo vedere i risultati del nostro
lavoro. Bene, cominciamo con una leggera passata al mobile con della
paglietta d'acciaio ed eliminiamo accuratamente le polveri formatesi e
depositate; potrebbe essere utile un aspirapolvere.
Acquistiamo della cera
vergine d'api meglio se leggermente colorata nella tonalità del
mobile e cominciamo a stenderla con un panno morbido con movimenti circolari
su tutto il mobile. Lasciamo il mobile asciugare per alcune ore e dopo,
mediante un panno di lana, lucidiamo con insistenza su tutte le parti del
mobile sino ad avere la patina e la brillantezza desiderata.
Manopole di bakelite
Le resine fenoliche sono le più
antiche e ancora oggi le più usate fra le resine termoindurenti. Furono
sviluppate, da L.H. Baekeland nel 1909 e ebbero una grande fortuna
soprattutto nell'intervallo fra le due guerre mondiali.
Le manopola costruite con
questo materiale se forzate ( operazione possibile durante lo smontaggio e
successivo rimontaggio ) tendono a spaccarsi. Nello smontaggio se si nota
particolare resistenza allo svitamento è necessario utilizzare una goccia di
liquido ' svitatutto '. La pulizia può effettuarsi con acqua e sapone
neutro avendo cura di provvedere ad una perfetta asciugatura. Se
malauguratamente si dovessero rompere si può tentare l'incollaggio con colla
cianoacrilica. Nel caso di parti mancanti è possibile tentare la
ricostruzione con fibra di vetro opportunamente colorata. E' bene dire che
le manopole sono oggetto di vendita ed acquisto nei vari mercatini di
antiquariato in quanto permettono alla radio che ne mancasse, di
riacquistare il valore di mercato.
Fregi in ottone e stemmi